
Djokovic guida la battaglia contro i padroni del tennis per la salute e i diritti dei talenti
L’associazione di Djokovic ha acceso un dibattito cruciale nel mondo del tennis, ponendo sotto i riflettori le problematiche legate alla gestione degli organi di governo, come ATP, WTA e ITF. La Professional Tennis Players Association (PTPA), fondata nel 2020 da Novak Djokovic e Vasek Pospisil, ha intrapreso azioni legali per denunciare un presunto “sistema corrotto, illegale e abusivo” che sfrutta i talenti dei giocatori, compromette i loro guadagni e minaccia la loro salute.
Il manifesto della PTPA: game. set. reform
Il claim “Game. Set. Reform” rappresenta il cuore della missione della PTPA, che mira a riformare radicalmente la struttura del tennis professionistico. Djokovic ha sempre criticato la gestione dei diritti degli atleti, in particolare quelli meno noti. Ahmad Nassar, direttore della PTPA, ha sottolineato come i giocatori siano intrappolati in un sistema che non protegge i loro interessi, ma li sfrutta sistematicamente.
L’adesione di una dozzina di giocatori all’azione legale, tra cui nomi noti come Nick Kyrgios, Varvara Gracheva e Reilly Opelka, evidenzia un crescente malcontento nei confronti delle organizzazioni di governo del tennis. La loro unione sottolinea l’urgenza di affrontare le problematiche legate alla salute e al benessere degli atleti.
Le problematiche del calendario e degli infortuni
Uno dei punti critici sollevati dalla PTPA è il calendario fittissimo dei tornei, che prevede competizioni praticamente ininterrotte per undici mesi all’anno su sei continenti. Questo porta a un carico di lavoro eccessivo e a un aumento degli infortuni, in particolare a polsi, gomiti e spalle. I giocatori sono costretti a competere in condizioni di stress estremo, con partite che si protraggono fino a notte fonda, complicando il recupero fisico.
Controlli antidoping e disparità economica
Un altro aspetto controverso riguarda la gestione dei controlli antidoping. Gli atleti hanno denunciato pratiche invasive, come controlli casuali nel cuore della notte e interrogatori privi di assistenza legale. Tali pratiche sono considerate violazioni dei diritti fondamentali e alimentano un clima di paura. Inoltre, la PTPA ha messo in evidenza la disparità economica nel tennis professionistico. Nel 2024, ad esempio, l’US Open ha incassato 12,8 milioni di dollari da un singolo cocktail, cifra che supera il montepremi accumulato dai campioni di singolare.
Questa situazione ha spinto Djokovic e altri a chiedere una ristrutturazione della distribuzione dei premi, con un’attenzione particolare ai giocatori meno posizionati nelle classifiche.
La risposta degli organi di governo
La reazione degli organi di governo del tennis è stata immediata. ATP e WTA hanno respinto le accuse, definendole infondate. L’ATP ha rivendicato il proprio impegno per la crescita e la stabilità finanziaria del tennis, accusando la PTPA di fomentare divisioni. La WTA, dal canto suo, ha difeso il suo operato nel promuovere il tennis femminile, definendo le contestazioni “deplorevoli e fuorvianti”.
In un contesto in cui la salute e il benessere degli atleti sono sempre più al centro delle discussioni, la PTPA ha sollevato questioni fondamentali che meritano attenzione. La resistenza delle istituzioni potrebbe riflettere una reticenza a cambiare un sistema che, per molti anni, ha funzionato a favore di pochi, a discapito della maggioranza. Con un numero crescente di giocatori che si schiera al fianco della PTPA, il mondo del tennis sta vivendo un momento di transizione, dove le voci dei giocatori stanno finalmente iniziando a farsi sentire.
La battaglia di Djokovic e dei suoi alleati potrebbe segnare un punto di svolta per il tennis professionistico, invitando a una riflessione profonda sul futuro di questo sport e mettendo in discussione le strutture di potere consolidate.